Strade del Cuore di ognuno di Noi

Aprile 24, 2026

Forse è come scrive Kerouac: ognuno di noi ha una donna da amare alla fine della Strada. C’è chi ci arriva con un minimo di dignità e chi ci arriva a tavoletta, come uno zerbino. Ma la donna passa, la Strada resta.

Ognuno di noi ne ha almeno una. Non è la più bella, né la più panoramica, e sicuramente non è la più sicura. È “La Strada del Cuore”, un nastro d’asfalto che non scegliamo razionalmente, ma che il nostro spirito reclama.

È diversa, spesso bastarda (come la Vita), pronta a fregarti in ogni momento se non la rispetti, alla prima distrazione. Ma è una Strada che significa qualcosa di profondo. Ti si lega addosso con la scusa di un ricordo, di una sensazione, di una parentesi di libertà… e sei fregato.

Per questo poi le perdoni tutto: quel fremito di terrore lungo la schiena, quando la curva stringe troppo e il guardrail ti si avvicina con avance non propriamente desiderabili. Le perdoni anche quell’essere sorpassato, o meglio ‘rasato’ con arroganza, dal burino di turno, che corre sempre, senza motivo, anche di domenica, anche se è buio e fa freddo. Verso cosa non si sa, non lo si è mai capito. Non lo vede che Sei Bellissima?

Forse è come scrive Kerouac: ognuno di noi ha una donna da amare alla fine della Sua Strada. C’è chi ci arriva con un minimo di dignità e chi ci arriva a tavoletta, come uno zerbino. Ma la donna, a volte, passa e la Strada resta. Ed è proprio lì che ti frega, che ti lega a Lei per sempre.

La mia Strada del Cuore è così. È una Gran Stronza e spesso toglie la vita a tanta gente. D’inverno poi ghiaccia e i suoi guardrail fumano dal freddo, tanto all’alba, quanto al tramonto. Le sue curve si fingono morbide e larghe, ma quando meno te lo aspetti stringono e, se non la conosci e rispetti, ti spedisce liscia tra le braccia affilate dei suoi guardrail.

Eppure io Le voglio bene, perché in quel nastro d’asfalto ritrovo la mia bussola interiore. È il punto esatto in cui la fuga dai monti incontra il profumo del mare. Significa ritrovare amici e un’umanità che balla a un ritmo più simile al mio. Significa libertà.

Poi ci sono i colori, caleidoscopici: dal grigio artico delle albe invernali, all’ambra calda che si spalma sui monti durante i tramonti d’estate. Nelle notti d’agosto poi si fa bella. Il budello dei monti gioca finalmente a mio favore. Le stelle si fanno grandi e la Vecchia Spider scorre serena, nel cosmo, sotto gli astri che sfrecciano con me.

Ma ogni viaggiatore ha il suo tormento, il suo amore. La mia Strada del Cuore è così, e ha un nome ben preciso che chiunque in quel pezzo di Italia conosce fin troppo bene: è la SS47 della Valsugana.

Una Gran Stronza, lo so, che farà storcere la bocca a molti. Ma a me Masini piace (a piccole dosi…) e “Bella Stronza” resta sempre una delle mie canzoni preferite.

E Tu Amico, qual’è la Tua Strada del Cuore?

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La strada racconta

Ogni tanto la voce serve più della macchina fotografica. In questo podcast racconto la strada, una curva alla volta.

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