I Guardiani della Memoria

Luglio 5, 2026

Che differenza c'è tra ricordare e fare memoria? Al Museo Moto Laverda il ritratto di Massimo Laverda, imprenditore che ha messo l'uomo al centro.

Massimo Laverda era un uomo che pensava molto al futuro, poco al passato.

Ascoltare queste parole mentre partecipo alla mostra “L’archivio Ritrovato” organizzata dal Museo Moto Laverda, in memoria dell’imprenditore a vent’anni dalla sua scomparsa, un pò mi fa sorridere.

Rifletto sulla distanza siderale che corre tra il semplice ‘ricordare’ e ‘fare memoria’.

Atto involontario o puramente intellettuale il primo; movimento dinamico, che connette il passato al presente il secondo.

Gli scatti d’archivio, testimoni di uomini e macchine, che vedete qui reinterpretati, sono solo un modo per ricordare; possono fare quel salto qualitativo solo se collegano le storie di coloro che le hanno vissute in prima persona, per un nostro agire futuro.

Non so se hanno raggiunto questo risultato ambizioso, ma voglio dirti che quel giorno in quella sala del Museo c’era Giuseppe Mambrelli, quasi un secolo nelle gambe, primo dipendente della Moto Laverda; Massimo Bernasconi, primo storico concessionario Laverda e Dario Fabris collaboratore di Massimo Laverda e oggi guida per le sale del Museo.

Giuseppe non parla, ma sta in piedi mentre la sala commemora il suo ‘Capo’.

Massimo rende un lungo ed articolato intervento, vuole che resti qualcosa si capisce, e concentra in pochi minuti il maggior volume di fuoco possibile di ricordi.

Dario parla per ultimo, legge questa lettera intitolata ‘Ciao Sig. Massimo’:

“Il nostro ‘Sig. Massimo Laverda’, quasi l’ultimo esemplare di una specie di industriale che ormai non si trova più, ci ha lasciato e volevamo che tutti la conoscessero come lo abbiamo conosciuto Noi, suoi ex collaboratori.

Così io e molti di noi, eravamo abituati a chiamarla nel tempo vissuto insieme.

Non per riverenza o autorità padronale, ma per l’autorevolezza, che è la autorità riconosciuta, con la quale condivideva i nostri momenti di lavoro.

Sapeva riconoscere in noi il valore di uomini, prima che di Tecnici.

E porto con me nel cuore, quale eredità e testamento professionale, la sua umana priorità alla gestione della persona quale “Valore primo”!

Abbiamo lavorato abbastanza tempo insieme per conoscerci, condividere, stimarci.

Ci resterà dentro il suo agire da oliatore fra noi, 

Ingranaggi vivi del nostro motore – azienda.

Umile oliatore, servo dell’uomo…

Ma un “Signor” umile oliatore.

Per questo oggi e per sempre, nel nominarla, la nomineremo

“Sig. Massimo”!”

Ascoltare queste parole mi ha portato a riflettere non solo sulla differenza che esiste tra ‘ricordare’ e ‘fare memoria’, ma anche a quella che corre tra ‘fare impresa’ ed ‘essere un Imprenditore”.

E tu cosa hai visto in tutto questo?

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