Alla fine dovrebbe essere un momento normale, il naturale concludersi del ciclo di utilizzo di un bene di consumo. Ma non è così.
Se stai leggendo questo articolo, la parola “rottamazione” per te non suscita solo l’immagine “dollarosa” (forse una volta…) di un cospicuo sconto sul prezzo di acquisto di una nuova “macchina” (perchè le automobili sono altra cosa). Ma anche dell’altro.
Una volta sono incappato in un cortometraggio.
Protagonista una vecchia Mercedes – Benz anni ‘60 – 70, probabilmente una W114.
Linea elegante e senza tempo, cromature e borchie un po’ stile Cadillac, verniciatura “Astral Silver”: una sciccheria.
Era parcheggiata in uno scenario post-apocalittico, cataste di ferri torti ovunque e Lei, appannata ma bella, davanti al suo destino: la pressa.

L’addetto al patibolo ha i suoi anni e ne ha infilate tante dentro quelle fauci, ma per un attimo ha un sussulto ed esita.
Seguono uno stillicidio di immagini di un tempo passato.
L’uscita dalla concessionaria accolta dall’entusiasmo di un signorotto dalla tasca piena (una Mercedes – Benz W114 non era propriamente in quegli anni un’auto per tutti), i primi chilometri e tagliandi, il traffico ma anche tanti momenti di libertà, in campagna, al mare, da solo e in compagnia.

Poi il ritorno nel piazzale di un venditore multimarca e lo sguardo di un ragazzo giovane. Colpito come Arnie Cunningham nel romanzo Christine di Stephen King da quelle linee eleganti e senza tempo.

L’acquisto, le rate faticose e le prime gite fuori porta.
La prima volta che ti fai bello, perchè quella ragazza a cui tieni ha detto ‘sì’.
Tu sei felice e Lei e con Te.
Poi un giorno Lei è generosa a differenza di Christine, ha fiocchi e nastri bianchi lungo la carrozzeria. E’ il giorno del matrimonio e Lei sa di essere parte della Famiglia.

Poi nel cortometraggio i colori si fanno più spenti, la coppia cresce, la W114 non è più coccolata in garage, comincia a prendere polvere in giardino. C’è qualche passaggio del ragazzo ormai brizzolato di fronte a quei tergicristalli, che nonostante la trascuratezza sopraggiunta, restano ostinatamente cromati.

Un giorno ti restaurerò “forse”, la scusa è sempre quella.
E poi arriva quel giorno.
Forse un incentivo per la rottamazione e la W114 parte per il suo ultimo viaggio.
Il suo “miglio verde”.
L’inserviente alla pressa ha un sussulto, ma spinge il pulsante.
I vetri della elegante W114 esplodono e la pressa come un boia consegna la Mercedes – Benz al suo destino.

E’ il ciclo naturale delle cose, se vogliamo è il ciclo della vita di ciascuno di noi.
A me ha riportato alla mente l’unica volta in cui ho portato a rottamare l’auto di famiglia.
E Tu ti ricordi quando hai rottamato la Tua prima Auto?
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